«Benvenuti nella bozza ufficiale. Sì, lo sappiamo che sembra un po’ provvisorio… perché lo è 😂»
In questo video viene mostrato come trasformare il tuo smartphone in un Sonar, proprio come quelli utilizzati dai sottomarini, per misurare la distanza degli oggetti usando il suono [00:02].
Ecco come funziona l'esperimento in parole semplici:
Il Sonar funziona inviando un segnale sonoro e ascoltando l'eco che ritorna quando il suono rimbalza su un oggetto. Misurando il tempo che il suono impiega per andare e tornare, lo smartphone può calcolare la distanza dell'oggetto [00:24].
Lo smartphone con l'app phyphox.
Del materiale isolante (come cuscini o polistirolo) per creare una sorta di "tunnel" intorno al telefono. Questo serve a evitare che il microfono senta troppi echi provenienti dalle pareti o dal soffitto, che confonderebbero i dati [01:28].
Un riflettore, ovvero un oggetto piatto e rigido (come un vassoio) da allontanare o avvicinare per testare la misurazione [01:09].
Il segnale: L'app invia un segnale chiamato "chirp", un suono brevissimo (5 millisecondi) che sale di frequenza e che noi percepiamo come un piccolo "click" [02:32].
L'analisi: Contemporaneamente, il microfono registra tutto. L'app confronta ciò che sente con il segnale originale (un processo chiamato correlazione incrociata) per individuare esattamente quando torna l'eco [02:53].
Il risultato: Grazie alla velocità del suono, phyphox converte il tempo dell'eco in distanza e mostra un grafico con dei picchi che corrispondono alla posizione dell'oggetto (ad esempio a 50 cm, 1 metro o 2 metri) [03:14].
Poiché negli smartphone il microfono e l'altoparlante si trovano spesso in punti opposti, definire lo "zero" esatto può essere difficile. Per una precisione massima, si può collegare un altoparlante esterno o usare la funzione di accesso remoto per leggere i dati da un altro PC mentre il telefono è isolato nel suo tunnel di prova [01:55].